Poesia > Vittoria Gigante
Vittoria Gigante
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La sardana della solitudine
(Gastaldi, Milano - 1967)
Il fiore del silenzio
(Carbone, Messina – 1990)
Sapevo una storia
(Akron, Furci Siculo – 1992)
Vespero
(Il Gabbiano, Messina – 1998)
Laudario
(Il Gabbiano, Messina – 2001)
Templa serena
(Il Gabbiano, Messina – 2003)
Un fuoco da accendere
(EDAS, Messina – 2005)
Qui invenerunt
(EDAS, Messina – 2007)
Orazioni drammatiche
(EDAS, Messina – 2009)
Salmi di oggi
(CENTRO TESI, Messina – 2010)
VITTORIA GIGANTE – SALMI DI OGGI - 2010
Il dono

Se hai messo
un uccello canoro
dentro di me,
è certamente
perché vuoi che io canti.
Dammi vita, Signore,
e io canterò le tue lodi.
Il silenzio

Troppi sassi
mi sono rotolati
addosso.
E’ passato il tempo di ridere,
è passato anche il tempo di piangere.
Ora resta soltanto
placido e invitante
il tempo del silenzio
ove poter trovarti, o Signore!
La fede

La strada è scivolosa
dominata da un’ombra in agguato
una striscia sottile filiforme
per abili equilibristi dello spirito.
Ognuno ha però un fiammifero
dimenticato nelle pieghe scucite
del suo mantello sdrucito
di pellegrino senza fissa dimora
perduta la meta.
Se riesci ad accenderlo
il fuoco
lievitando
farà sfavillare una luce abbagliante
proprio nell’ora più buia
quella che fa tremare il cuore.
Alienazione
L’uomo
imbottito di menzogne convincenti
ha deciso di bastare a se stesso
e crede di esserci riuscito
tanto da non percepire più
la meraviglia del respiro
la luce del sole
la bellezza della creazione
e di non accorgersi nemmeno
dello sbocciare di un fiore
a primavera.
Uomo del computer
Non ti pare di avere dimenticato qualcosa,
uomo del computer,
tra calcoli scientifici
e prodigi tecnologici?
Qualcosa che dovevi fare o dire
una consegna
un messaggio
un pacco-regalo?
Non era un talismano
un insulso portafortuna,
era la formula-chiave che cercavi
la cifra del segreto dei segreti
la parola di vita di Gesù Cristo.
A lettere d’oro
Voglio dirti qualcosa,
fratello infelice,
che forse in fondo già sai
ma voglio inciderla a fuoco
perché tu possa scoprirla
imprimerla a lettere d’oro
nel tuo cuore ferito
perché torni a sorridere
sentendoti amato.
Vita – non vita
Esultate, gioite, danzate con me!
Nessuna lacrima è vana
Nessun dolore è perduto
nessuna pena soffocata nel vuoto:
anche i capelli del capo sono contati
e i giorni e i minuti
della nostra vita-non vita.
Apocalisse

Cessata definitivamente la tempesta
asciugate tutte le lacrime
un velo intessuto di sole
–senza tramonto-
avvolgerà la terra rigenerata
–tutta nuova-
Riderà chi ha pianto e sofferto:
né dolore né lutto
né angoscia di morte, mai più.
Un inno di gioia perenne
sfonderà gli estremi confini dell’essere
un arcobaleno di luce infinita
coronerà le porte della celeste città
un’armonia melodiosa d’amore
penetrerà mente e cuore di uomini vivi
e tutti finalmente vedranno
chi è il vero padrone del mondo.
Il profumo
Non ti sento più
né nel vento impetuoso
né nella brezza leggera.
Non vedo più
né la tua veste regale
né la tua corona di spine.
Ma il tuo inconfondibile
profumo
regala la tua presenza
misteriosa:
mi basta sapere che ci sei
per ricominciare a camminare
L’urlo
Un urlo la voce del mondo
lacerante
persistente
attraversa confini e scavalca barriere
sa parlare tutte le lingue degli uomini,
sfonda tuguri e grattacieli,
si ripercuote sull’intero creato.
Tutta la terra è bagnata di lacrime:
vacilla la mia debole fede
avvizzisce la mia speranza
si spegne la lampada della carità
ma quella tua parola
“ Non temete: Io ho vinto il mondo “
mi trapassa l’anima
folgorandomi
e mi salva
Il dono

Se hai messo
un uccello canoro
dentro di me,
è certamente
perché vuoi che io canti.
Dammi vita, Signore,
e io canterò le tue lodi.
Il silenzio

Troppi sassi
mi sono rotolati
addosso.
E’ passato il tempo di ridere,
è passato anche il tempo di piangere.
Ora resta soltanto
placido e invitante
il tempo del silenzio
ove poter trovarti, o Signore!
La fede

La strada è scivolosa
dominata da un’ombra in agguato
una striscia sottile filiforme
per abili equilibristi dello spirito.
Ognuno ha però un fiammifero
dimenticato nelle pieghe scucite
del suo mantello sdrucito
di pellegrino senza fissa dimora
perduta la meta.
Se riesci ad accenderlo
il fuoco
lievitando
farà sfavillare una luce abbagliante
proprio nell’ora più buia
quella che fa tremare il cuore.
Alienazione
L’uomo
imbottito di menzogne convincenti
ha deciso di bastare a se stesso
e crede di esserci riuscito
tanto da non percepire più
la meraviglia del respiro
la luce del sole
la bellezza della creazione
e di non accorgersi nemmeno
dello sbocciare di un fiore
a primavera.
Uomo del computer
Non ti pare di avere dimenticato qualcosa,
uomo del computer,
tra calcoli scientifici
e prodigi tecnologici?
Qualcosa che dovevi fare o dire
una consegna
un messaggio
un pacco-regalo?
Non era un talismano
un insulso portafortuna,
era la formula-chiave che cercavi
la cifra del segreto dei segreti
la parola di vita di Gesù Cristo.
A lettere d’oro
Voglio dirti qualcosa,
fratello infelice,
che forse in fondo già sai
ma voglio inciderla a fuoco
perché tu possa scoprirla
imprimerla a lettere d’oro
nel tuo cuore ferito
perché torni a sorridere
sentendoti amato.
Vita – non vita
Esultate, gioite, danzate con me!
Nessuna lacrima è vana
Nessun dolore è perduto
nessuna pena soffocata nel vuoto:
anche i capelli del capo sono contati
e i giorni e i minuti
della nostra vita-non vita.
Apocalisse

Cessata definitivamente la tempesta
asciugate tutte le lacrime
un velo intessuto di sole
–senza tramonto-
avvolgerà la terra rigenerata
–tutta nuova-
Riderà chi ha pianto e sofferto:
né dolore né lutto
né angoscia di morte, mai più.
Un inno di gioia perenne
sfonderà gli estremi confini dell’essere
un arcobaleno di luce infinita
coronerà le porte della celeste città
un’armonia melodiosa d’amore
penetrerà mente e cuore di uomini vivi
e tutti finalmente vedranno
chi è il vero padrone del mondo.
Il profumo
Non ti sento più
né nel vento impetuoso
né nella brezza leggera.
Non vedo più
né la tua veste regale
né la tua corona di spine.
Ma il tuo inconfondibile
profumo
regala la tua presenza
misteriosa:
mi basta sapere che ci sei
per ricominciare a camminare
L’urlo
Un urlo la voce del mondo
lacerante
persistente
attraversa confini e scavalca barriere
sa parlare tutte le lingue degli uomini,
sfonda tuguri e grattacieli,
si ripercuote sull’intero creato.
Tutta la terra è bagnata di lacrime:
vacilla la mia debole fede
avvizzisce la mia speranza
si spegne la lampada della carità
ma quella tua parola
“ Non temete: Io ho vinto il mondo “
mi trapassa l’anima
folgorandomi
e mi salva

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Troppi sassi
mi sono rotolati
addosso.
E’ passato il tempo di ridere,
è passato anche il tempo di piangere.
Ora resta soltanto
placido e invitante
il tempo del silenzio
ove poter trovarti, o Signore!
La fede

La strada è scivolosa
dominata da un’ombra in agguato
una striscia sottile filiforme
per abili equilibristi dello spirito.
Ognuno ha però un fiammifero
dimenticato nelle pieghe scucite
del suo mantello sdrucito
di pellegrino senza fissa dimora
perduta la meta.
Se riesci ad accenderlo
il fuoco
lievitando
farà sfavillare una luce abbagliante
proprio nell’ora più buia
quella che fa tremare il cuore.
Alienazione
L’uomo
imbottito di menzogne convincenti
ha deciso di bastare a se stesso
e crede di esserci riuscito
tanto da non percepire più
la meraviglia del respiro
la luce del sole
la bellezza della creazione
e di non accorgersi nemmeno
dello sbocciare di un fiore
a primavera.
Uomo del computer
Non ti pare di avere dimenticato qualcosa,
uomo del computer,
tra calcoli scientifici
e prodigi tecnologici?
Qualcosa che dovevi fare o dire
una consegna
un messaggio
un pacco-regalo?
Non era un talismano
un insulso portafortuna,
era la formula-chiave che cercavi
la cifra del segreto dei segreti
la parola di vita di Gesù Cristo.
A lettere d’oro
Voglio dirti qualcosa,
fratello infelice,
che forse in fondo già sai
ma voglio inciderla a fuoco
perché tu possa scoprirla
imprimerla a lettere d’oro
nel tuo cuore ferito
perché torni a sorridere
sentendoti amato.
Vita – non vita
Esultate, gioite, danzate con me!
Nessuna lacrima è vana
Nessun dolore è perduto
nessuna pena soffocata nel vuoto:
anche i capelli del capo sono contati
e i giorni e i minuti
della nostra vita-non vita.
Apocalisse

Cessata definitivamente la tempesta
asciugate tutte le lacrime
un velo intessuto di sole
–senza tramonto-
avvolgerà la terra rigenerata
–tutta nuova-
Riderà chi ha pianto e sofferto:
né dolore né lutto
né angoscia di morte, mai più.
Un inno di gioia perenne
sfonderà gli estremi confini dell’essere
un arcobaleno di luce infinita
coronerà le porte della celeste città
un’armonia melodiosa d’amore
penetrerà mente e cuore di uomini vivi
e tutti finalmente vedranno
chi è il vero padrone del mondo.
Il profumo
Non ti sento più
né nel vento impetuoso
né nella brezza leggera.
Non vedo più
né la tua veste regale
né la tua corona di spine.
Ma il tuo inconfondibile
profumo
regala la tua presenza
misteriosa:
mi basta sapere che ci sei
per ricominciare a camminare
L’urlo
Un urlo la voce del mondo
lacerante
persistente
attraversa confini e scavalca barriere
sa parlare tutte le lingue degli uomini,
sfonda tuguri e grattacieli,
si ripercuote sull’intero creato.
Tutta la terra è bagnata di lacrime:
vacilla la mia debole fede
avvizzisce la mia speranza
si spegne la lampada della carità
ma quella tua parola
“ Non temete: Io ho vinto il mondo “
mi trapassa l’anima
folgorandomi
e mi salva

L’uomo imbottito di menzogne convincenti
ha deciso di bastare a se stesso
e crede di esserci riuscito
tanto da non percepire più
la meraviglia del respiro
la luce del sole
la bellezza della creazione
e di non accorgersi nemmeno
dello sbocciare di un fiore
a primavera.
Uomo del computer
Non ti pare di avere dimenticato qualcosa,
uomo del computer,
tra calcoli scientifici
e prodigi tecnologici?
Qualcosa che dovevi fare o dire
una consegna
un messaggio
un pacco-regalo?
Non era un talismano
un insulso portafortuna,
era la formula-chiave che cercavi
la cifra del segreto dei segreti
la parola di vita di Gesù Cristo.
A lettere d’oro
Voglio dirti qualcosa,
fratello infelice,
che forse in fondo già sai
ma voglio inciderla a fuoco
perché tu possa scoprirla
imprimerla a lettere d’oro
nel tuo cuore ferito
perché torni a sorridere
sentendoti amato.
Vita – non vita
Esultate, gioite, danzate con me!
Nessuna lacrima è vana
Nessun dolore è perduto
nessuna pena soffocata nel vuoto:
anche i capelli del capo sono contati
e i giorni e i minuti
della nostra vita-non vita.
Apocalisse

Cessata definitivamente la tempesta
asciugate tutte le lacrime
un velo intessuto di sole
–senza tramonto-
avvolgerà la terra rigenerata
–tutta nuova-
Riderà chi ha pianto e sofferto:
né dolore né lutto
né angoscia di morte, mai più.
Un inno di gioia perenne
sfonderà gli estremi confini dell’essere
un arcobaleno di luce infinita
coronerà le porte della celeste città
un’armonia melodiosa d’amore
penetrerà mente e cuore di uomini vivi
e tutti finalmente vedranno
chi è il vero padrone del mondo.
Il profumo
Non ti sento più
né nel vento impetuoso
né nella brezza leggera.
Non vedo più
né la tua veste regale
né la tua corona di spine.
Ma il tuo inconfondibile
profumo
regala la tua presenza
misteriosa:
mi basta sapere che ci sei
per ricominciare a camminare
L’urlo
Un urlo la voce del mondo
lacerante
persistente
attraversa confini e scavalca barriere
sa parlare tutte le lingue degli uomini,
sfonda tuguri e grattacieli,
si ripercuote sull’intero creato.
Tutta la terra è bagnata di lacrime:
vacilla la mia debole fede
avvizzisce la mia speranza
si spegne la lampada della carità
ma quella tua parola
“ Non temete: Io ho vinto il mondo “
mi trapassa l’anima
folgorandomi
e mi salva
Voglio dirti qualcosa,
fratello infelice,
che forse in fondo già sai
ma voglio inciderla a fuoco
perché tu possa scoprirla
imprimerla a lettere d’oro
nel tuo cuore ferito
perché torni a sorridere
sentendoti amato.
Vita – non vita
Esultate, gioite, danzate con me!
Nessuna lacrima è vana
Nessun dolore è perduto
nessuna pena soffocata nel vuoto:
anche i capelli del capo sono contati
e i giorni e i minuti
della nostra vita-non vita.
Apocalisse

Cessata definitivamente la tempesta
asciugate tutte le lacrime
un velo intessuto di sole
–senza tramonto-
avvolgerà la terra rigenerata
–tutta nuova-
Riderà chi ha pianto e sofferto:
né dolore né lutto
né angoscia di morte, mai più.
Un inno di gioia perenne
sfonderà gli estremi confini dell’essere
un arcobaleno di luce infinita
coronerà le porte della celeste città
un’armonia melodiosa d’amore
penetrerà mente e cuore di uomini vivi
e tutti finalmente vedranno
chi è il vero padrone del mondo.
Il profumo
Non ti sento più
né nel vento impetuoso
né nella brezza leggera.
Non vedo più
né la tua veste regale
né la tua corona di spine.
Ma il tuo inconfondibile
profumo
regala la tua presenza
misteriosa:
mi basta sapere che ci sei
per ricominciare a camminare
L’urlo
Un urlo la voce del mondo
lacerante
persistente
attraversa confini e scavalca barriere
sa parlare tutte le lingue degli uomini,
sfonda tuguri e grattacieli,
si ripercuote sull’intero creato.
Tutta la terra è bagnata di lacrime:
vacilla la mia debole fede
avvizzisce la mia speranza
si spegne la lampada della carità
ma quella tua parola
“ Non temete: Io ho vinto il mondo “
mi trapassa l’anima
folgorandomi
e mi salva
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Cessata definitivamente la tempesta
asciugate tutte le lacrime
un velo intessuto di sole
–senza tramonto-
avvolgerà la terra rigenerata
–tutta nuova-
Riderà chi ha pianto e sofferto:
né dolore né lutto
né angoscia di morte, mai più.
Un inno di gioia perenne
sfonderà gli estremi confini dell’essere
un arcobaleno di luce infinita
coronerà le porte della celeste città
un’armonia melodiosa d’amore
penetrerà mente e cuore di uomini vivi
e tutti finalmente vedranno
chi è il vero padrone del mondo.
Il profumo
Non ti sento più
né nel vento impetuoso
né nella brezza leggera.
Non vedo più
né la tua veste regale
né la tua corona di spine.
Ma il tuo inconfondibile
profumo
regala la tua presenza
misteriosa:
mi basta sapere che ci sei
per ricominciare a camminare
L’urlo
Un urlo la voce del mondo
lacerante
persistente
attraversa confini e scavalca barriere
sa parlare tutte le lingue degli uomini,
sfonda tuguri e grattacieli,
si ripercuote sull’intero creato.
Tutta la terra è bagnata di lacrime:
vacilla la mia debole fede
avvizzisce la mia speranza
si spegne la lampada della carità
ma quella tua parola
“ Non temete: Io ho vinto il mondo “
mi trapassa l’anima
folgorandomi
e mi salva
Un urlo la voce del mondo
lacerante
persistente
attraversa confini e scavalca barriere
sa parlare tutte le lingue degli uomini,
sfonda tuguri e grattacieli,
si ripercuote sull’intero creato.
Tutta la terra è bagnata di lacrime:
vacilla la mia debole fede
avvizzisce la mia speranza
si spegne la lampada della carità
ma quella tua parola
“ Non temete: Io ho vinto il mondo “
mi trapassa l’anima
folgorandomi
e mi salva


